Il 29 settembre in molte valli coincide con la demonticazione. A lui dedicate feste popolari e innumerevoli cappellette e chiese lungo i tratturi.
Il 29 settembre è un giorno speciale, non solo per il calendario liturgico, ma anche per la storia e le tradizioni della pastorizia. Questa data segna la festa di San Michele Arcangelo, una figura che da secoli accompagna i pastori nei loro lunghi viaggi, diventando il loro protettore e guida spirituale. La sua festa segna un momento cruciale nel ciclo della transumanza: in molte valli alpine coincide con la “desmontegade”, la discesa festosa delle mandrie dagli alpeggi, mentre in altre tradizioni segna l’inizio del percorso verso i pascoli invernali.
Un protettore per i pastori
L’origine di questa profonda connessione affonda le radici nella storia. I pastori, affrontando un cammino ricco di insidie e difficoltà, hanno sempre cercato una protezione superiore. L’immagine di San Michele, l’Arcangelo guerriero che sconfigge il drago, ha preso il posto di antiche divinità e figure mitologiche, come Ercole, diventando il nuovo simbolo di forza e sicurezza. La sua spada e il suo mantello sono diventati gli scudi spirituali delle greggi e di chi le conduceva.
La mappa della devozione
Il culto di San Michele è particolarmente radicato lungo i percorsi della transumanza. È celebre la devozione dei pastori del Molise e dell’Abruzzo che, percorrendo i vasti tratturi, facevano tappa e rendevano omaggio alla grotta di San Michele Arcangelo a Monte Sant’Angelo, in Puglia. Questi luoghi sono diventati punti di riferimento spirituali e culturali, testimoni di un legame indissolubile tra la fede, il lavoro e il paesaggio. Anche nel Nord Italia questa devozione ha lasciato traccia sui territori e nella cultura popolare, come testimoniano ancora oggi lungo i corridoi di passaggio delle greggi e mandrie le tante chiese e cappellette dedicate e i luoghi di sosta che portano il suo nome.
Tradizione viva e attuale
Oggi, la festa di San Michele non è solo una commemorazione religiosa. In molti borghi e paesi, rappresenta un’occasione per rievocare le tradizioni della transumanza, con feste popolari che uniscono la comunità. Queste celebrazioni sono il segno che il legame tra la pastorizia, il territorio e la cultura è ancora forte e vivo.
San Michele Arcangelo rappresenta la capacità di affrontare le sfide della vita con coraggio, proprio come i pastori che ogni anno rinnovano un viaggio antico. Il progetto Transumè vuole mantenere viva questa eredità, raccontando storie come quella di San Michele, perché crediamo che la conoscenza del passato sia la chiave per costruire il futuro