Anello rurale di Briona
Natura, storia e panorami mozzafiato tra le Colline novaresi

Al confine fra la pianura e le prime colline novaresi che portano verso la Valsesia, il territorio di Briona svela a chi lo percorre lentamente inaspettate sorprese, frutto dello storico abbraccio fra natura e opere dell’uomo. La prima parte dell’anello ci conduce alla frazione di Proh lungo la roggia Mora dove le risaie si alternano ai campi di mais e le cascine svettano oltre la linea della pianura. Il castello di Proh, voluto dal duca Francesco Sforza nella seconda metà del XV secolo, è il giro di boa del percorso, che incontra adesso le dolci ondulazioni delle colline moreniche e con esse i boschi e vigneti dove nascono Nebbiolo e Vespolina. Con una discesa acciottolata sulla strada campestre delle Carrà torniamo in paese. Qui è il Castello Solaroli a dominare la scena e raccontare secoli di battaglie, assedi e dominazioni, dai Biandrate ai Visconti di Milano. Ultima perla l’antica chiesa parrocchiale di Briona, dedicata al suo patrono, Sant’Alessandro. Meno di dieci chilometri per entrare in sintonia con il buon vivere di queste terre.
Highlights anello
Il nostro viaggio inizia dal paese di Briona, un borgo dal fascino discreto e dall’importanza storica insospettabile che sorge dove le risaie cedono il passo ai boschi e ai vigneti delle prime colline novaresi. Abitata sin dalla preistoria, è stata terra di Celti, Romani e grandi dinastie medievali. Questo borgo non è un semplice luogo di passaggio ma un’infrastruttura di memoria dove l’eredità storica è palpabile nei monumenti e nei tesori che custodisce. Un territorio generoso, bagnato da vie d’acqua e ricamato da antichi vigneti, che oggi offre un assaggio del “buon vivere” piemontese, mantenendo un equilibrio perfetto tra il lavoro della terra e il piacere della scoperta. Passeggiando per le sue viuzze si respira ancora quest’aria antica. La partenza del percorso, come indicato dalla traccia, si trova a circa 197 metri slm, alle porte del paese. Da qui, il sentiero si inoltra immediatamente nella campagna, fra i ricami delle rogge che attraversano la pianura.

Le Rogge. Le vie d’acqua che disegnano la pianura – L’acqua è il motore immobile di Briona. La Roggia Mora e il torrente Strona attraversano il territorio, delineando sentieri ombreggiati da robinie e querce. Queste vie d’acqua, fondamentali per l’irrigazione delle risaie e dei campi di grano e granoturco, sono state nei secoli assi strategici per il commercio e la difesa del territorio e ne raccontano la storia. La roggia Mora, che scorre ad ovest e a sud dell’abitato, deve il suo nome a Ludovico il Moro che ne fece potenziare il corso prolungandosi fino alla Lomellina; la roggia Nuova fu scavata nel XII sec. dal Comune di Novara per utilizzare le acque del fiume Sesia a scopo irriguo. La roggia Canturina muoveva la ruota del vecchio mulino Fossati, ancora oggi costruzione caratteristica e tipica. Passeggiare lungo le sponde delle rogge permette di comprendere l’importanza della gestione idrica come competenza tecnica e acceleratore della missione agricola, in un ecosistema dove l’uomo e la natura convivono in un equilibrio millenario.

Vigna Pastelli – Arte e sperimentazione nel Vigneto – Nel cuore del paesaggio rurale di Briona, salendo sulle prime colline, tra antiche “carrà” in ciottoli di fiume e sentieri ombreggiati da querce e ciliegi, raggiungiamo la colorata Vigna dei Pastelli. Questo vigneto sperimentale gestito dall’Istituto Bonfantini, è stato donato dal professor Carlo Garavaglia per tramandare la tradizione vitivinicola sul campo alle nuove generazioni. A raccontare questa missione sono i pali delle viti, trasformati in giganti matite colorate che creano un impatto visivo unico. Un esempio perfetto di come la creatività possa valorizzare l’impegno e la tradizione, rendendo il lavoro della terra un’esperienza artistica.
Il ponte medievale di Proh – Accanto al cimitero di Proh (pronunciato localmente “prü”), lungo la roggia Mora, sorge un antico ponte a schiena d’asino, testimone di passaggi medievali, probabilmente anche via acqua, come suggeriscono le diverse sbrecciature sotto la sua unica arcata. Il ponte era l’antico transito delle popolazioni locali e il luogo di riscossione di dazi e gabelle. Ancora oggi gode di una curiosa fama tra gli abitanti del basso novarese che lo citano per alludere a un credito difficile da riscuotere per l’insolvenza del debitore.”Va piài sul punt da Proù”, recita il detto dialettale, cioè “và a prenderli sul ponte di Proh”, in altre parole “scordateli”. Simbolo di connessione tra epoche diverse, questo piccolo gioiello di ingegneria rurale ci ricorda il valore di un cammino consapevole della storia e delle tradizioni.
Il Castello di Proh. Luogo di svaghi, delizie e cultura – Sulle prime propaggini delle Colline del Monteregio sorge il Castello di Proh . Una lapide murata nei pressi dell’ingresso rivela che Francesco Sforza, Duca di Milano, lo volle come “luogo di delizie”. Non fu eretto con fini militari sia perché nel raggio di 5 km vi erano altri tre castelli importanti del Ducato milanese (Briona, Barengo e Castellazzo Novarese), sia per la relativa piccolezza dell’edificio e per la sua posizione poco strategica, isolata, in pianura e ai piedi di una collinetta boscosa. Dopo essere passato ai Tornielli e aver subito l’occupazione di Ludovico il Moro, nel XIX secolo fu trasformato in cascina. Oggi, grazie alla Fondazione UniversiCà e al progetto Cultural Park, vive una nuova rinascita come centro culturale. Caratterizzato da una pianta rettangolare asimmetrica, il castello si distingue per le due torri circolari e l’elegante apparato a sporgere con lunghe caditoie decorate con il tipico motivo a “dente di sega”, firma inconfondibile dei castelli sforzeschi. Conserva tracce del suo passato artistico: si possono scorgere ancora uno sbiadito trittico affrescato con la Madonna e il Bambino nel cortile e lo stemma dei Cattaneo sulla torre sud-ovest. Un tempo difeso da fossati e ponti levatoi, resta oggi una sentinella di storia e bellezza lungo le vie dell’acqua.
Chiesa Madonna della neve – Situata in piazza Solaroli, la Chiesa Parrocchiale della Madonna della Neve è un luogo dove il sacro si intreccia con il potere signorile. L’edificio nasce infatti sulle fondamenta dell’antica cappella privata del Castello di Briona, trasformando uno spazio un tempo esclusivo in un centro di comunità. Divenuta parrocchiale nel XVI secolo, in sostituzione dell’antica chiesa di Sant’Alessandro. La chiesa è un tesoro d’arte gotica: l’unica navata sorprende per le vaste arcate a sesto acuto e il soffitto in tavelle di cotto a vista, restituito alla linea gotico-lombarda da attenti restauri. Le pareti sono un libro di arte sacra. Sebbene molti affreschi degli affreschi realizzati dal XIV al XVI secolo siano ancora celati dalla calce, quelli visibili sulla parete sud offrono un ciclo di Santi dai colori sgargianti, testimonianza preziosa dell’iconografia del tardo Quattrocento. Completano il sito la cappella seicentesca della Vergine e il campanile voluto dal Cardinale Taverna nel XVII secolo. / punto 8 Anello rurale di Briona.
Oratorio di San Bernardo alla Mora – Un tesoro di affreschi del ‘400 – Lungo le sponde della Roggia Mora sorge lo splendido Oratorio di San Bernardo, un gioiello dell’arte novarese. L’oratorio campestre di San Bernardo è situato sulla via antica che da Novara portava in Valsesia, prima del ponte che attraversa la Roggia Mora (da cui il nome locale di oratorio “della Mora”), sulla strada che dal centro di Briona porta al cimitero. Al suo interno custodisce un superbo ciclo di affreschi della seconda metà del XV secolo di gusto francese. La sua realizzazione si lega alla storia locale e in particolare all’investitura feudale del castrum di Briona a Giovanni Tornielli da parte di Francesco Sforza nel 1449. L’oratorio di San Bernardo rientra fra le iniziative promosse in questa occasione dai nuovi signori per dimostrare la propria devozione. Tra la “Madonna del Latte” e la figura di San Bernardo che incatena il demonio, l’oratorio offre uno sguardo raro sulla pittura tardogotica, unendo fede e minuzioso realismo naturalistico. / punto 9 Anello rurale di Briona.
L’oro bianco di Briona: il paesaggio delle Risaie – Briona è la porta d’ingresso a un mare a quadretti: la pianura risicola. Qui la coltivazione del riso non è solo produzione agricola, ma l’infrastruttura stessa del paesaggio. I campi allagati riflettono le cime delle Alpi e del Monte Rosa, creando scenari di incredibile bellezza stagionale. Camminare lungo gli argini permette di scoprire da vicino il lavoro dei nostri allevatori e agricoltori locali, custodi di una tradizione che valorizza la filiera corta e l’identità gastronomica di questa terra straordinaria. / punto 10 Anello rurale di Briona.
Le vigne del Monteregio -Briona non è solo un borgo, ma un vero e proprio “terroir” storico. La storia della viticoltura locale arriva da lontano”, fin dall’epoca romana, forse anche dalla civiltà celto-ligure. Il segreto è nel terreno: le Colline Novaresi sono formate da depositi morenici che regalano ai vini (specialmente al Nebbiolo, che qui si chiama Spanna) una sapidità e un’acidità uniche. Capitale dell’Alto Piemonte vitivinicolo, Briona custodisce il sapere contadino delle Colline del Monteregio. Come la transumanza, la vendemmia è qui un rito collettivo che segna il tempo delle stagioni. Degustare un vino locale significa valorizzare la filiera a km 0 e riscoprire un legame autentico con una terra che, da millenni, trasforma la fatica in eccellenza. / punto 11 Anello rurale di Briona.
Archeologia e radici nel Novarese – Il nome di Sant’Alessandro evoca le radici più antiche del territorio di Briona. Tra tesori archeologici e monumenti, la storia di questo luogo si lega all’importante eredità lasciata dalle popolazioni che hanno abitato la zona sin dall’epoca antica. Esplorare questi siti significa compiere un viaggio attento e sensibile nel tempo, scoprendo come l’insediamento umano abbia saputo sfruttare la protezione delle colline e la ricchezza delle acque per costruire una civiltà duratura, le cui tracce affiorano ancora oggi. / punto 12 Anello rurale di Briona.
Tag: Briona, Trekking Novara, Colline Novaresi, Monte Rosa, Percorsi natura, Sentieri Piemonte, Castelli Piemonte,
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Dettagli percorso
Trasporti per arrivare
BiciclettaBusMacchina
Modalità di percorso
BiciclettaPiediCarozzine bimbiMezzi per disabili
Durata
02:25
Distanza
9,39 km
Ascesa totale
40 m
Discesa totale
40 m
Velocità media
3,6 km/h
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Fontane d'acqua
QRCODE Points
Informazioni tecniche
Informazioni tecniche
Difficoltà: Escursionistica (E) – Media, per la lunghezza più che per il dislivello.
Periodo consigliato: Tutto l’anno, evitando le giornate estive più afose e calde. Autunno e primavera sono le stagioni ideali. In inverno, i panorami sulle Alpi sono spesso spettacolari grazie all’aria più tersa.
Attrezzatura: Scarpe da trekking bastoncini consigliati. Acqua e uno snack.
Segnaletica: Il percorso è IN FASE DI SEGNATURA, ma è fondamentale avere con sé la traccia GPS o una cartina dettagliata. I numerosi incroci nei boschi possono trarre in inganno.
Punto partenza e Info
Indirizzo
Via Solaroli, briona (No)
GPS
45.542396919698, 8.4803509712219
Telefono
Attività e servizi
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1
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