
Anello rurale di Briga novarese – Briga ‘d Noara è il paese da scoprire a passo lento fra Borgomanero e lago d’Orta, fra pianura e colline ai piedi delle Prealpi. Sono le colline la bellezza di Briga, toponimo che in celtico significa collina e ricorda il tempo in cui fu abitata da popolazioni celto liguri. E proprio due verdi e ripide colline campeggiano nello stemma del paese. Il sorprendente colle da raggiungere è quello di San Colombano, sede di un antico castelliere gallico e poi di un castrum romano. Conserva i ruderi del castello già dei Biandrate, l’oratorio dedicato al santo, eretto sul luogo della precedente cappella del castello, e tre piccoli locali annessi alla chiesa dove per quasi tre secoli si alternarono i romiti. L’ultimo, fra Giovanni Loreia, vi morì in perfetta solitudine, suonando da sé le proprie agonie nella fredda notte del 7 febbraio 1881, ultimi rintocchi degli eremiti di San Colombano. Eravamo partiti dalla biblioteca accanto, al torrente Agogna. Avevamo attraversato il paese, iniziando la salita dalla chiesa romanica di San Tommaso, storico hospitium lungo la strada Francigena. Proprio a San Colombano eravamo emersi dal bosco a godere gli scorci panoramici fra la pianura, le colline e le Alpi. Rispetto a un tempo, quasi più niente vigne terrazzate e coltivate che ricoprivano i colli, non più i gelsi tanto diffusi fino ai primi del Novecento, non più il proliferare di stalle con gli animali. Ma le mucche e le pecore passano ancora oggi in transumanza. Non resta che chiudere l’anello tornando al parcheggio della biblioteca. Anello rurale di Briga novarese.
Tappa 1: Il borgo di Briga Novarese – Briga Novarese è un paese da scoprire a passo lento, sospeso tra l’operosità di Borgomanero e l’incanto del Lago d’Orta. Il suo nome rivela origini antichissime: dal celtico Briga, che significa appunto “collina”, a testimonianza del tempo in cui queste terre erano abitate da popolazioni celto-liguri. Questo legame con il rilievo collinare è scolpito nello stemma comunale, dove campeggiano due verdi e ripide colline. Il suo territorio, che si allunga verso il Mottarone includendo la “collina sacra” di San Colombano, rappresenta lo snodo ideale tra l’agricoltura di pianura e la zootecnia di collina. Sebbene la grande transumanza alpina abbia lasciato il passo ad allevamenti più stanziali e aziende d’avanguardia, la memoria locale e la qualità dei prodotti tipici custodiscono una cultura agropastorale sinonimo di identità.
Tappa 2 : La transumanza – Sebbene la grande transumanza alpina abbia lasciato il passo ad allevamenti più stanziali e aziende agricole d’avanguardia, a Briga la memoria locale e la qualità dei prodotti tipici custodiscono intatta una cultura agropastorale che qui è sinonimo di identità e sviluppo sostenibile. Perché la “transumanza” non è solo lo spostamento fisico degli animali, ma è la persistenza di una cultura del lavoro e presidio del territorio.
Tappa 3 : Chiesa di San Tommaso – Gioiello del romanico dell’XI secolo, la chiesa di San Tommaso sorge su un’altura al confine fra Briga Novarese e Invorio. Fondata probabilmente dai Conti di Biandrate, feudatari del luogo, fungeva da hospitium per pellegrini e commercianti in transito lungo la Via Francigena tra i laghi e il Vergante. L’architettura con un’unica aula rettangolare su cui si innesta un’abside orientale, custodisce al suo interno uno dei cicli di affreschi più antichi del Piemonte (XI secolo), con un Cristo in gloria e figure di ispirazione bizantina, tra cui i santi evangelizzatori Giulio e Giuliano. Racconti e leggendo popolari la collegano ancora a episodi di stregoneria e apparizioni straordinarie.

Tappa 4 : Il cammino del Grand Tour del Lago d’Orta – L’Anello Rurale di Briga Novarese non è un percorso isolato, ma si innesta in una rete di sentieri locali. In particolare questo tratto si inserisce nel circuito del Grand Tour del Lago d’Orta, ricalcando una parte della Tappa 1. Il GTLO è un cammino intorno al lago d’Orta di 116 km che raccontano le peculiarità del territorio: natura incontaminata, arte, spiritualità e tradizioni dando risalto anche alla civiltà agropascolare che ha scritto la storia di queste terre e oggi, grazie a Transumè, torna protagonista del racconto territoriale.

Tappa 5 : Viti, castagni e … salamandre – Il Colle di San Colombano che sovrasta Briga è sempre stato un punto di riferimento. Un tempo cuore anche della viticoltura locale, era attraversato da filari di Nebbiolo, Vespolina e Uva Rara — che ancora oggi sono le basi de Colline Novaresi DOC — . Oggi hanno lasciato spazio a fitti boschi di castagno e latifoglie, tipici delle zone collinari e pedemontane del novarese, rifugi ideali per la rara salamandra pezzata. Tra sentieri storici e aree picnic, la collina racconta il mutamento del paesaggio: da castrum e vigneto a oasi naturale.

Tappa 6: L’oratorio di San Colombano e il Castrum – Il Colle di San Colombano che sovrasta Briga è sempre stato un punto di riferimento. Un tempo cuore anche della viticoltura locale, era attraversato da filari di Nebbiolo, Vespolina e Uva Rara — che ancora oggi sono le basi de Colline Novaresi DOC — . Oggi hanno lasciato spazio a fitti boschi di castagno e latifoglie, tipici delle zone collinari e pedemontane del novarese, rifugi ideali per la rara salamandra pezzata. Tra sentieri storici e aree picnic, la collina racconta il mutamento del paesaggio: da castrum e vigneto a oasi naturale.
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Tappa 7: Panorama delle colline novaresi – Dalla sommità di San Colombano la vista si apre su una balconata eccezionale. Lo sguardo spazia sulla pianura operosa fino a intravedere uno spicchio blu del Lago d’Orta, preceduto dalla Torre del Buccione e dal Monte Mesma. Verso nord svetta il Mottarone, mentre all’orizzonte domina la maestosa corona delle Alpi, con il profilo inconfondibile del Monte Rosa.

Tappa 8: La Madonna del Motto – Salendo lungo l’antica mulattiera, unica via nei secoli passati tra l’abitato e il castrum che lo sovrastava, la seicentesca chiesetta della Madonna del Motto (XVII sec.) offre da secoli un punto di sosta e di devozione nella salita sulla collina di San Colombano, la “montagna sacra” dei Brighesi. All’esterno, spicca una pietra della Porta Santa di Roma mentre all’interno si può scorgere una pregevole raffigurazione di San Martino e angeli musicanti.

Tappa 9: Cappella di Sant’Antonio – La piccola cappella di Sant’Antonio Abate è un presidio di fede popolare che risale almeno al Cinquecento, un omaggio corale ai protettori del mondo rurale. Sulle sue pareti convivono infatti i santi della tradizione locale: da San Giuliano e San Gaudenzio a Santa Eurosia, invocata contro le tempeste e per la protezione dei frutti della terra. Nonostante la perdita dell’immagine centrale del Santo, patrono degli animali e dei contadini, resta una testimonianza importante del legame tra la comunità di Briga e i cicli della natura.
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Tappa 10: I cortili di Briga Novarese – Attraversando via Sant’Antonio, lo sguardo si perde nei cortili tradizionali: panni stesi, attrezzi ben riposti nell’aia, ballatoi in legno e un saliscendi di piccole scale che raccontano una vita quotidiana sospesa tra passato e presente.

Tappa 11: La Storia con la S maiuscola – Piazza Unità d’Italia è il baricentro della vita pubblica di Briga Novarese. Tutto converge qui: la dimensione religiosa nella maestosità di San Giovanni Battista, quella amministrativa nel Municipio. Qui la storia si legge attraverso le funzioni religiose e civili, e attraverso i segni della storia del secolo scorso impressi sui muri.

Tappa 12: Museo Civico di Cultura Materiale – Ospitato nel vecchio municipio ospita il Museo custodisce oggetti donati dalla comunità che raccontano il passato del paese, l’attività e la vita contadina: lavori del bosco, della stalla e degli animali, dei campi e dei prati, della vigna e della cantina. La storia degli uomini e quella degli strumenti di lavoro si fondono. Gli oggetti qui raccolti testimoniano un’eredità collettiva che permette ancora oggi di toccare con mano l’identità operosa del territorio.

Tappa 13: L’Agogna – L’anello rurale termina incontrando l’acqua, superando con un grande ponte l’Agogna, torrente che da secoli disegna la vita di questa piana. Lungo oltre 90 chilometri, è molto più di un corso d’acqua: è stata la forza motrice dei mulini, l’irrigazione preziosa per i campi e il confine naturale tra le diverse anime del territorio. Qui testimonia il passaggio dalla pianura operosa alle prime ascese collinari, ricordandoci come ogni insediamento umano e ogni via di transumanza siano nati e cresciuti in simbiosi con l’acqua.

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Anello rurale di Briga Novarese

Dettagli percorso
Trasporti per arrivare
BiciclettaBusMacchina
Modalità di percorso
Piedi
Durata
1 ora 50 minuti
Distanza
6,67 km
Ascesa totale
110 m
Discesa totale
110 m
Velocità media
3,6 km/h
Ascolta Podcast
Fontane d'acqua
QRCODE Points
Informazioni tecniche
Informazioni tecniche
Altezza minima: 330 m
Altezza massima: 430 m
Punto partenza e Info
Indirizzo
Biblioteca Briga novarese
GPS
45.731158645165, 8.4517854452133
Telefono
Mappa Highlights
Attività e servizi
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Porodtti tipici azienda
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334 7836422
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Via Vincenzo de Vit, 14
0322 913096
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Ristorante Mottarone
Via Borgomanero, 27
0322 94389
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