
Quello di Casalino è il primo passo per avviare un processo che, nel tempo, potrà portarlo a rispondere ampiamente a criteri di accessibilità. Per ora abbiamo rilevato le possibili criticità, riportandole nel resoconto riportato qui di seguito. Questa descrizione può permettere a chiunque di scegliere con autonomia se è nella condizione di percorrere l’Anello, integralmente oppure parzialmente. Anna Rastello
Introduzione all’anello
Suppea, Bellaria, Vittoria, di cascina in cascina, fra le risaie, nella pace. Ripensando alla pace di Casalino fra novaresi e vercellesi, stipulata il 25 maggio 1194, una data importante per il paese. A quel giorno di maggio risale la prima testimonianza certa dell’antica parrocchiale. Nella cappella dell’Annunziata possiamo scoprire la Parete dei Santi, due cicli di affreschi quattrocenteschi, tornati casualmente alla luce soltanto nel 1995. Non distante, il castello del XIV secolo che appartenne alla nobile famiglia novarese dei Leonardi, con la villa, il parco e i nuovi progetti. Ci mettiamo in cammino per attraversare territori agricoli dove si coltivano differenti varietà di riso, precoci e tardive. Non sarà difficile vedere gli ardeidi, come la garzetta e l’airone cenerino, che trovano cibo nelle risaie e casa e luogo di nidificazione nei pioppi e nei salici dei dintorni. Non manca l’acqua: delle rogge, dei cavi e dei campi allagati, ma questa è anche la zona delle risorgive, dette fontane. Quando all’alba o al tramonto le molteplici acque riflettono la luce calda del cielo, camminare qui diventa pura emozione.
Tappe highlights e audoguide e info per accessibilità
Tappa 1: Nel Cuore Antico di Casalino – Casalino è un borgo dove la storia ha il passo lento delle acque di risorgiva. Celebre per la pace stipulata nel 1194 tra Novaresi e Vercellesi, il paese custodisce tesori inaspettati: dalla Parete dei Santi nell’Annunziata, con affreschi quattrocenteschi riaffiorati nel 1995, al castello di origine trecentesca della famiglia Leonardi. Il territorio, disegnato da cascine storiche come Suppea e Bellaria, è un mosaico di risaie dove la garzetta e l’airone cenerino trovano rifugio tra i salici e in inverno trovano posto e nutrimento le greggi che scendono dalle montagne. È un paesaggio che vive di scambi antichi, dove la cultura del riso incontra quella millenaria dei pastori, unendo in un unico orizzonte le terre basse e le vette lontane. Camminare qui, tra rogge e fontane, significa immergersi in un’emozione pura, specialmente al tramonto, quando la luce calda trasforma i campi allagati in specchi d’oro.
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1 – INFO ACCESIBILITA’
Dal parcheggio situato in via Carducci, in corrispondenza della fermata dei mezzi pubblici, il percorso si snoda in senso antiorario, quindi si procede verso Sud, su strade asfaltate. Nei primi 400 m. è presente la banchina per passaggio pedonale. Dopo 200 m. c’è una fontanella e inizia la strada sterrata.

Tappa 2: Le chiese di Casalino. Mille anni di devozione – Il cuore sacro di Casalino batte tra due edifici speculari: l’antica chiesa di San Pietro e la maestosa parrocchiale neoclassica dei SS. Pietro e Paolo. La prima, gioiello romanico dell’XI secolo, fu la prima Parrocchiale del borgo di Casalino e teatro della storica “Pace di Casalino” del 1194. Proprio qui fu stipulato un trattato di pace fra novaresi e vercellesi che comprendeva l’accordo di impedire la ricostruzione del centro di Biandrate. Al suo interno, la struttura a tre navate conserva ancora il fascino del cotto e affreschi quattrocenteschi. Accanto sorge la “nuova” parrocchiale, costruita tra il 1841 e il 1844 su disegno neoclassico, dominata dal pronao con colonne in stile dorico di granito rosa di Baveno. Qui, nella Cappella dell’Annunziata, nel 1995 è riaffiorata la “Parete dei Santi”, la parte superstite dell’antica chiesa parrocchiale, in parte demolita per far posto alla chiesa attuale dei SS Pietro e Paolo. Qui sono due venuti alla luce nel settembre del 1995 due cicli di affreschi della metà del XV secolo che raffigurano, tra gli altri, una suggestiva Madonna che allatta e il martirio di San Sebastiano.
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Tappa 3: Il castello di Casalino – Il Castello dei Leonardi, risalente alla metà del XIV secolo, è un complesso monumentale che racconta l’evoluzione del borgo di Casalino. Passato nel Settecento alla nobile famiglia novarese dei Leonardi, che lo ha abitato fino a pochi anni fa, il castello si divide tra l’antica rocca e l’elegante villa padronale. Sebbene oggi sia una residenza privata, i segni del suo passato militare sono ancora leggibili: dalla sede della trave del “bolzone”, la trave per muovere il ponte levatoio, sopra l’ingresso, ai resti del cammino di guardia sulle mura settentrionali. Vero gioiello è lo splendido parco secolare che circonda la villa, un’oasi con laghetto dove il silenzio è rotto solo dal passaggio di cigni e stormi di ibis.
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3 – INFO ACCESIBILITA’
Al km 0,6 – lasciato il castello dopo 200 metri c’è una fontanella e inizia la strada sterrata inerbita.

Tappa 4: L’acqua e le risorgive – A Casalino l’acqua non è solo un confine o uno strumento agricolo, è un’eredità viva. L’Anello rurale attraversa la zona delle risorgive, le “fontane” naturali che affiorano spontaneamente dal sottosuolo mantenendo una temperatura costante tutto l’anno. Questo miracolo geologico permette alla vita di non fermarsi mai: mentre intorno tutto gela, le risorgive nutrono le risaie e offrono rifugio agli uccelli della famiglia degli ardeidi. Camminare tra i campi allagati al tramonto è uno spettacolo di riflessi del cielo sull’acqua ferma, dove l’airone cenerino e la garzetta trovano la loro casa tra i salici e i pioppi.
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3 – INFO ACCESIBILITA’
Al km 0,7 – Dopo circa 100 m. si gira a sinistra in via Roncaglione, strada asfaltata, per circa 100 m., prima di immettersi sulla strada sterrata verso Cascina Suppea, larga ma con fossi su entrambi i lati.

Tappa 5: Le risaie – Da oltre cinquecento anni, la coltivazione del riso detta le regole del paesaggio di Casalino. È un’opera monumentale che si spinge all’orizzonte senza soluzione di continuità, interrotta solo dai filari di pioppi e dai profili delle grandi cascine. Camminare qui significa intercettare “I strai di mundini”, le antiche strade percorse dalle mondine, testimoni di una fatica collettiva che ha plasmato il territorio. Oltre 30 km complessivi che attraversano territori agricoli dove si coltivano diverse varietà di riso, sia precoci che tardive. In questo ecosistema dominato dall’acqua, la transumanza trova il suo spazio invernale lungo i margini, tra le sponde dei canali e le terre di confine delle cascine, mantenendo vivo un equilibrio millenario tra chi coltiva la terra e chi la attraversa.
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4 – INFO ACCESIBILITA’
Al km 1,5 – Dopo 500 m si volta a sinistra e continua la strada sterrata con fosso solamente sul lato destro.

Tappa 6: Pioppi e salici – In un paesaggio orizzontale, i pioppi e i salici sono le uniche linee verticali che osano sfidare il cielo. I filari di pioppi disegnano i confini e proteggono i campi dal vento, mentre i salici piangenti si chinano sulle risorgive. Oltre a segnare il passo, questi alberi sono la casa degli ardeidi: tra le loro fronde, l’airone cenerino e la garzetta costruiscono i propri nidi, trovando un rifugio sicuro in mezzo al mare di risaie.
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5 – INFO ACCESIBILITA’
Dopo 500 m si volta a sinistra e continua la strada sterrata con fosso solamente sul lato destro.

Tappa 7: Le Rogge – Da secoli, rogge e canali distribuiscono l’acqua trasformando la pianura in un organismo vivente. Camminare lungo i loro argini significa seguire il battito del tempo rurale: qui l’ingegneria idraulica incontra la gestione collettiva, garantendo vita alle risaie.
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7 – INFO ACCESIBILITA’
Al km 2,3 – di fronte alla Cascina Suppa, il percorso prosegue voltando a sinistra su strada inerbita, più stretta, con fossati su entrambi i lati e fondo sabbioso.

Tappa 8: Le cascine – Suppea, Bellaria, Vittoria: nomi che evocano l’autosufficienza di un tempo. Le cascine di Casalino sono piccole città autonome, nate per ospitare centinaia di persone, stalle e magazzini. La loro struttura a corte chiusa proteggeva e univa la comunità. Oggi, queste “cattedrali rurali” restano i punti di riferimento visivi del nostro cammino, simboli di un’epoca in cui la vita della famiglia e quella del lavoro erano un tutt’uno sotto lo stesso tetto di mattoni rossi.
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7 – INFO ACCESIBILITA’
Al km 2,6 leggera curva a destra, al km 2,7 c’è un brevissimo tratto di strada sabbiosa,
molto inerbita
8 – INFO ACCESIBILITA’
Voltando leggermente a sinistra ci si immette su una strada sterrata con fossati su entrambi i lati, che ha sui due lati della striscia centrale inerbita uno spazio non troppo ampio che potrebbe rendere difficoltoso il passaggio di una sedia a rotelle.
9 – INFO ACCESIBILITA’: Dal km 3,3 – Dopo 400 m. si costeggia, stando alla sua destra, il Roggione Busca

10 – INFO ACCESIBILITA’: Al chilometro 3,800 ci si immette sul via Gaudenzio Curino – SP10, asfaltata. Percorsi 200 m. l’Anello prosegue girando a destra su una strada sterrata liscia.

11 – INFO ACCESIBILITA’: Al km 4,5 passaggio sul Cavo delle Due Once, senza parapetto da entrambi i lati. Al km
5 inizia un tratto lungo circa 500 m. che presenta un fossato sul lato destro ed erba alta
a tratti.

Tappa 9: Antico lavatoio – In prossimità del Castello il lavatoio offre una testimonianza storica della vita rurale locale. Insieme al vecchio mulino poco distante offre testimonianza della Casalino che lavorava con l’acqua. Nel lavatoio, il brusio delle voci delle donne si mescolava allo scorrere del canale, rendendolo il vero centro sociale. Poco distante, il mulino sfruttava la forza delle rogge per trasformare il cereale in nutrimento, segnando il ritmo economico della comunità. Insieme, raccontano un tempo in cui ogni goccia d’acqua veniva utilizzata per pulire, nutrire e produrre. Proviamo a sentire il ritmo di questo luogo. Al lavatoio, noi ricordiamo le fatiche delle nostre nonne, le schiene chine e le notizie scambiate tra un risciacquo e l’altro. Al mulino, le due ruote idrauliche, una grande e una più piccola, sfruttavano la forza dell’acqua per trasformare il frutto dei campi. Qui, nel cuore del borgo, l’acqua smetteva di essere solo irrigazione e diventava comunità. È il nostro omaggio a una tecnologia semplice che per secoli ha fatto girare la ruota della nostra storia. Anello rurale di Casalino accessibile.
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12 – INFO ACCESIBILITA’: Svoltando a sinistra, con fossato a destra, senza protezione, si va su sterrata parallela a via Cascina Cascinetta – SP6 che al km 6 passa su roggia larga senza parapetto.

13 – INFO ACCESIBILITA’: Al km 6,1 si prosegue su via Cascina Cascinetta e, successivamente, via Giuseppe Manenti che, al km 7, ha il marciapiede sul lato destro. Prestare attenzione, al km 7,2, sulla destra, a un passaggio su roggia senza parapetto.

14 – INFO ACCESIBILITA’: Ormai nell’abitato di Casalino, si gira a destra in via Piave, inizialmente con banchina per passaggio pedonale al km 7,3

15 – INFO ACCESIBILITA’: Al km 7,4 all’incrocio con via San Pietro il percorso propone con una breve deviazione verso l’area pedonale della chiesa di San Pietro (sec. XI), con parco giochi (km 7,5).

16 – INFO ACCESIBILITA’: Ritornando in via San Pietro poco oltre (km 7,6) c’è l’unico negozio di Casalino, che ha tre scalini all’ingresso.

17 – INFO ACCESIBILITA’: Di fronte al Municipio (km 7,7) inizia un tratto di pavè che prosegue in via Roma, dove il percorso gira a sinistra. Sull’angolo una fontanella.

Mappa itinerario
Dettagli percorso Anello rurale di Casalino accessibile
Trasporti per arrivare – Bicicletta / Bus / Macchina
Modalità di percorso: Bicicletta / Piedi / Carozzine / bimbi / Mezzi per disabili
Durata: 02:25
Distanza: 7,80 km
Ascesa totale: 20 m
Discesa totale: 20 m
Velocità media: 3,6 km/h
Fontane d’acqua: si
Tag: Casalino, Trekking Novara, Colline Novaresi, Monte Rosa, Percorsi natura, Sentieri Piemonte, Castelli Piemonte, Anello rurale di Casalino, Anello rurale di Casalino accessibile.

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