Anello rurale di Boca

Patrimonio rurale e natura protetta: l’anello di Boca

L’anello rurale di Boca è un itinerario semplice, da percorrere con passo lento tra vigne e colline ai margini del Monte Fenera, interamente compreso nell’omonimo Parco Naturale. Si parte dal Santuario del SS. Crocifisso, basilica settecentesca progettata da Alessandro Antonelli, e si prosegue accanto ai campi coltivati. La salita conduce alla Cascina Montalbano, piccolo nucleo sorto sui resti di un castello dei Brusati, dove la vite è tornata ad affondare le radici nei porfidi rosa di origine vulcanica, generando il Boca DOC.

Il cammino continua tra antiche vigne allevate a “maggiorina”, lambisce cascine e chiese rurali ed entra nei boschi del Parco, seguendo tratti dei percorsi di nordic walking: il Sentiero del Santuario e brevi passaggi su quelli dei Fossili e dei Motti. Qui la viticoltura ha origini profonde: un tempo estesissima, oggi più raccolta ma ancora viva sui terrazzamenti sostenuti da muri a secco. I suoli minerali favoriscono radici profonde e vini eleganti. Tra i declivi esposti a sud restano i cascinotti della vigna, memoria di un paesaggio dove natura e tradizione continuano a camminare insieme.


Highlights anello

Il Santuario di Boca – sorge in una conca protetta dai venti. Nato nel XVII secolo lungo l’antica via della Traversagna, il Santuario di Boca sorge come ex-voto per una tragedia mortale. Al centro della devozione, un affresco del Crocifisso tra Maria e San Giovanni, protagonista di prodigi tramandati per secoli: dalle guarigioni inspiegabili al celebre episodio del mercante salvato da una folla e campane “invisibili”. Nell’Ottocento, il genio di Alessandro Antonelli trasformò questa fede popolare in una maestosa basilica neoclassica. Nonostante crolli, restauri e guerre, il “monumento nei boschi” resta una sfida architettonica alla gravità e un pilastro della memoria collettiva del territorio. Davanti a noi si staglia quello che Mirella Loik definì “un monumento nei boschi”. Il Santuario di Boca non è solo architettura: è il racconto di una speranza radicata nel tempo. Tutto inizia nel Seicento lungo la via della Traversagna, dopo una disgrazia mortale. Una modesta cappella e un affresco del Crocifisso realizzate a ricordo furono l’origine di storie che corsero di bocca in bocca, parlando di grazie ricevute e miracoli: come quello del mercante aggredito, salvato da assalitori messi in fuga dal suono prodigioso di campane e grida di una folla che, in realtà, non esisteva. Migliaia di ex-voto testimoniano questo legame profondo con il sacro. Poi, il giovane architetto Alessandro Antonelli, poi divenuto celebre per la Mole di Torino, scelse di dare a questa devozione una casa degna del cielo, progettando una basilica imponente capace di sfidare i crolli e il tempo. Quando camminiamo tra queste colonne, sentiamo la forza della fede di una comunità.

Supervulcano della Valsesia – Tra Balmuccia e Prato Sesia affiora una storia geologica sorprendente: qui sorgeva, 290 milioni di anni fa, il supervulcano valsesiano. Le sue eruzioni plasmarono una vasta caldera, poi il collasso e, con la nascita delle Alpi, le profondità del suo sistema magmatico emersero in superficie, offrendo uno sguardo unico sull’interno di un vulcano. Questo suolo acido e porfirico, difficile da coltivare, è però ciò che conferisce una inconfondibile sapidità minerale ai vini locali. Oggi il territorio è parte del Sesia Val Grande Geopark UNESCO e offre percorsi, visite e musei dedicati a questa eccezionale scoperta, rendendo la geologia protagonista dell’esperienza turistica.

Il Parco Naturale del Monte Fenera – Il Parco, istituito nel 1987, tutela 3.378 ettari dominati dall’omonimo rilievo che segna l’ingresso della Valsesia. Di origine carsica, custodisce grotte di grande valore scientifico dove sono emersi resti di fauna pleistocenica e tracce dell’Uomo di Neandertal, rendendolo il sito preistorico più antico del Piemonte. Al valore archeologico si affianca quello etnografico: si possono incontrare infatti antiche testimonianze rurali come i “Taragn”, antiche baite montane con tetti in pagli. La biodiversità è un’eccellenza: il parco ospita una natura ricca e varia, tra ambienti montani e collinari, specie rare di flora e fauna come, per esempio, la cicogna nera. Un territorio ideale per escursioni tra paesaggio, cultura e biodiversità.

Vigneti autoctoni – Boca rappresenta la zona viticola più orientale del Piemonte, tra le valli della Sesia e dell’Ossola. Qui il ​​riparo naturale offerto dal Monte Fenera, che garantisce inverni miti e autunni caldi e soleggiati, e il terreno caratterizzato da suoli di porfidi vulcanici conferisce al vino una sapidità distintiva e ha imposto la creazione di vigneti terrazzati e muri a secco che creano un paesaggio unico. La scarsità di humus costringe le viti a sviluppare radici profonde, conferendo all’uva una spiccata mineralità e freschezza. I filari di Nebbiolo, vespolina e uva rara da cui nasce il celebre Boca, sono situati tra 400 e 520 metri di quota, dove godono di un’esposizione solare e di un microclima che favoriscono una maturazione lenta e ideale. Un territorio unico da scoprire tra natura, enologia e tradizione.

I Casotti delle vigne – Punteggiando i versanti vitati tra Boca e Cavallirio, i Casotti sono piccole architetture rurali in pietra e muratura sorte a partire dall’Ottocento. Nati come deposito per gli attrezzi e riparo dai temporali, fungevano da luogo di ristoro e fulcro della vita contadina durante la vendemmia. Nonostante le dimensioni ridotte, molti presentano dettagli curati e nomi legati a famiglie, colori o simboli portafortuna, ospitando talvolta piccole colombaie. Oggi, tra edifici recuperati e suggestivi ruderi, i Casotti restano elementi iconici del paesaggio del Boca DOC, testimoni del legame profondo tra l’uomo e queste colline vulcaniche, modellate palmo a palmo.

La coltivazione a Maggiorina – Tra le tradizioni viticole dell’Alto Piemonte c’è la Maggiorina, antico sistema di allevamento della vite che prevedeva la messa a dimora di quattro viti nella stessa buca e l’uso di pali inclinati per sostenerne il peso. La soluzione, storicamente legato al territorio di Boca,  è stata oggetto dell’attenzione anche dall’architetto Alessandro Antonelli, che ne ha studiato la migliore inclinazione e distanza per conferire maggiore resistenza  alle intemperie. Alcuni vigneti storici ne testimoniano ancora l’efficacia di questa geometria che permette una protezione naturale dei grappoli e un’ottimale esposizione solare su terreni declivi, rendendo il vigneto un ricamo architettonico vivo che caratterizza il paesaggio collinare. Oggi la coltivazione a maggiorina è però sempre più rara, sostituita da metodi più moderni, come il guyot a filari, che favorisce qualità e gestione razionale, mantenendo vivo il legame con la tradizione. Anello rurale di Boca Fenera.

Sulle tracce dei selvatici. Mammiferi e biodiversità di terra – Il Parco del Monte Fenera è un rifugio vitale per la fauna selvatica prealpina dai piccoli roditori ai grandi ungulati. Tra castagneti secolari e radure, caprioli, cinghiali, volpi e tassi lasciano le loro tracce lungo le rotte della transumanza tra valle e pascoli alti. La varietà degli ambienti, dai coltivi alle boscaglie giovani, favorisce la biodiversità, rendendo l’anello rurale un’esperienza di osservazione continua dove il bosco selvaggio incontra la memoria del lavoro dell’uomo.

Cicogna nera, rapaci e migrazioni – Il parco del Fenera è un sito d’eccellenza per l’avifauna. Le pareti calcaree e le creste sono luogo di nidificazione predatori come il falco pellegrino e il biancone, mentre dal 1994 si registra la presenza eccezionale della rara cicogna nera. Il tambureggiare dei picchi segnala la salute dei boschi antichi, mentre in autunno il cielo si anima con le rotte migratorie seguire da migliai di uccelli che si spostano verso le aree di svernamento del Mediterraneo. Un mosaico di rocce e boscaglie che offre rifugio a specie uniche, sospese tra le correnti termiche della Valsesia.

Anello rurale di BocaLa Torbiera -All’interno del Parco del Monte Fenera si incontra la torbiera, un tipo specifico di zona umida di eccezionale valore naturalistico. In questo ecosistema la materia vegetale si accumula senza decomporsi del tutto, creando un habitat acido e povero di nutrienti che offre rifugio ad anfibi e insetti che non potrebbero sopravvivere nel bosco circostante. È una “macchia” di biodiversità che regola il ciclo dell’acqua nel parco, agendo come una riserva idrica fondamentale per l’intero versante. Anello rurale di Boca.

Biodiversità, querce, robinie e varietà botanica – Con oltre 900 diverse specie botaniche censite, la vegetazione del Parco del Fenera è un mosaico di biodiversità unico, influenzato dalla natura calcarea del suolo. I boschi sono dominati da querce, farnie e carpini bianchi, con una forte presenza di castagni, storicamente coltivati per il legname e i frutti. Salendo i versanti, il paesaggio cambia: a nord regna il fresco dei faggi, mentre a sud, sulle rupi aride, spiccano l’orniello e il ginepro. Tra alberi secolari, robinie naturalizzate, introdotte dall’America per ornamento e consolidamento dei terreni, e arbusti come nocciolo e biancospino, la presenza del calcare permette la crescita anche di specie rare, come le orchidee selvatiche.  Il parco è un laboratorio naturale dove ogni esposizione genera un micro-mondo botanico differente da esplorare. Anello rurale di Boca.

Il Castello di Montalbano – Immersa tra i vigneti collinari in posizione panoramica, la storica Cascina Montalbano si distingue per i pregiati elementi decorativi e la struttura articolata che conserva ancora le tracce dell’antico castello medievale. Già possesso medievale dei Tornielli, nel 1311 fu teatro degli scontri tra Ghibellini e Guelfi. Dalla metà del Seicento fu abitata anche dai Parucconi; si ricorda Gaetano Parucconi, eccellente enologo e bottigliere del Vescovo di Novara. L’edificio conserva antiche cantine scavate nella roccia e sulle ali della corte affreschi seicenteschi con scene di guarnigione con soldati, mura e stemmi nobiliari, mentre una piccola chiesetta ricorda la devozione locale. Una lapide sul portale d’ingresso ricorda inoltre il suo ruolo come centro di comando durante la Lotta di Liberazione (1944-45). Un luogo dove storia militare, fede e cultura del vino si fondono.

trans-animali
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La transumanza -Boca e il parco del Fenera sono stati per secoli uno snodo cruciale per la transumanza stagionale, il punto di passaggio obbligato dove le rotte collinari collegavano i mercati della pianura con i pascoli alti della Valsesia. Lungo i sentieri del Monte Fenera, migliaia di greggi e mandrie hanno tracciato solchi profondi, portando con sé non solo economia, ma anche scambi culturali e tradizioni. Questi percorsi, oggi riscoperti come itinerari lenti, conservano la memoria di una civiltà che viveva in simbiosi con i ritmi delle stagioni e che ha modellato il paesaggio con muretti a secco, soste e punti d’acqua, rendendo il Parco un monumento vivo della cultura pastorale piemontese. Anello rurale di Boca.


Tag: Boca, Trekking Novara, Colline Novaresi, Monte Rosa, Percorsi natura, Sentieri Piemonte, Castelli Piemonte, Anello rurale di Boca

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Anello rurale di Boca

Dettagli percorso

Trasporti per arrivare

BiciclettaBusMacchina

Modalità di percorso

Piedi

Durata

02:30

Distanza

8,30 km

Ascesa totale

170 m

Discesa totale

170 m

Velocità media

3,6 km/h

Ascolta Podcast

Fontane d'acqua

QRCODE Points

Informazioni tecniche

Informazioni tecniche

Difficoltà: Escursionistica (E) – Media, per la lunghezza più che per il dislivello.

Periodo consigliato: Tutto l’anno, evitando le giornate estive più afose e calde. Autunno e primavera sono le stagioni ideali. In inverno, Altezza minima: 380 m, Altezza massima: 460 m

Attrezzatura: Scarpe da trekking bastoncini consigliati. Acqua e uno snack.

Segnaletica: Il percorso è IN FASE DI SEGNATURA, ma è fondamentale avere con sé la traccia GPS o una cartina dettagliata. I numerosi incroci nei boschi possono trarre in inganno.

Punto partenza e Info

Indirizzo

Santuario di Boca (No)

GPS

45.686448433868, 8.3919668197632

Attività e servizi

Aziende agricole

1

Ospitalità

B&B

Bar

1

Ristoranti

1

Bancomat

WiFi

QRCODE Points

Parco giochi

Chiese

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